La nuova dimensione

08 dicembre

MALATTIA UGUALE PUNIZIONE?

DOMANDA
Cari Amici e Navigatori della rete, in conformità a quanto sopra vi pongo il primo quesito:
"Perché , caro collega paziente oncologico od oncoematologico sia in cura che ex paziente o cronico , hai vergogna della tua malattia? Pensi che sia una punizione divina ? Hai mai pensato che fosse un evento della vita? Che potrebbe essere un'occasione di riconciliazione con la vita? Di la tua, siamo in tanti che dibattiamo questo argomento, abbiamo bisogno del tuo contribuo.
ALDO SARDONI ( paziente di leucemia mieloide cronica)
PRESIDENTE BIANCO AIRONE PAZIENTI ONSLUS

00:11:59 - giu -

23 ottobre

LA NUOVA DIMENSIONE

La vita dell’uomo è caratterizzata dalle diversità, sia nella sua dimensione sociale che in quella psicologica e in quella biologica.
Una diversità che va curata e salvaguardata con particolare attenzione oggi, dove la globalizzazione di molti aspetti della nostra quotidianità e delle nostre abitudini diffonde forme di omologazione che si nutrono di pregiudizi e li millantano come consapevolezza.
Anche nell’ambito della cura e della malattia la diversità è stata pretesto per creare barriere, limiti e divieti che rispondono ad un innato (e deleterio) bisogno di contrapposizione identificato in psicologia con la metafora dei giochi a somma zero.
Noi crediamo che la diversità sia un patrimonio che crea energia ed arricchisce l’uomo, lo aiuta a definire l’identità personale e scoprire il senso profondo dell’umano, come base imprescindibile per la più ampia uguaglianza sociale.
Su questi principi ispiratori si fonda la nostra Associazione e si muove in sintonia con essi fino dalla sua nascita nel 1986.
Il gioco di “noi in associazione”, iniziato da trent’anni per alcuni e per altri in date più recenti, è un gioco a somma diversa da zero, che ci coinvolge tutti in un percorso reale di crescita e, nel tempo, ci consente di coinvolgere altri attori e continuare il gioco...

In Associazione abbiamo approfondito negli anni l’analisi del nostro agire,
abbiamo costruito e consolidato un dialogo con i medici, in particoloare con gli oncologi
ed è stato ed è tuttora vitale alimentarlo ogni giorno
per impostare una assistenza e una cura che sia davvero per il paziente.
Per progressivi aggiustamenti siamo giunti ad una nuova visione di noi stessi e della cura ed abbiamo impostato le basi per nuovi traguardi:
di dialogo con i nostri “clienti”: i pazienti
di rimodulazione dei rapporti tra i diversi attori che giocano nel gioco infinito della malattia e della sofferenza.

Da qui nasce la proposta di questo blog.
Vogliamo dare voce ai pazienti sul nostro sito per riflettere insieme sulla costruzione di una nuova dimensione di cura.
Questo spazio vuole essere terreno di riflessione ed un modo per raccogliere nuovi e diversi contributi di idee che contribuiscano alla crescita di una nuova dimensione dell’oncologia; non può e non vuole essere un’aula di tribunale, ma una raccolta di pensieri dei navigatori in rete sull’argomento che di volta in volta si propone.
Con questo spirito apro questa rubrica e do il benvenuto a chi vorrà partecipare, ricordando che la responsabilità di qualsiasi affermazione o pensiero è di chi lo formula….
Il titolo “la nuova dimensione” nasce dalla consapevolezza che l’esperienza del cancro cambia, spesso positivamente, il rapporto del malato, ma anche dei familiari, con la vita, riconciliandola spesso col passato e facendo emergere potenzialità che probabilmente sarebbero rimaste inespresse: di tutto questo noi curanti siamo spettatori, a volte spettatori distratti o pregiudizievoli, a volte inconsapevoli elementi di disagio per il paziente ma anche per noi stessi.

Vogliamo porre attenzione a queste dinamiche, e vogliamo farlo in prima fila.
Per questo invitiamo nel nostro sito i pazienti con questa nuova rubrica…

Il dottor Sardoni, Presidente di “BiancoAirone pazienti” onlus, di cui l’80 % dei soci sono malati od ex malati ed il resto familiari, porrà un tema, tratto dalle realtà dei propri associati, che riguarda le mille sfaccettature dei bisogni del paziente, e lo porrà alla libera discussione di pazienti, infermieri, medici e altri operatori che vorranno scrivere il loro pensiero: dalle sensazioni che il tema sollecita, alla risposta al “tu che avresti fatto?”.
La Presidente
Ivana Carpanelli

23:40:18 - Robi -